lunedì 21 marzo 2016

nuova recensione su giroma.it di Antonella Rizzo

http://www.giroma.it/index.php/2012-04-06-21-41-13/libri/5010-giromalibri-e-fu-sera-e-fu-mattina-di-daniela-rindi.html

Creato Lunedì, 21 Marzo 2016 | Data pubblicazione | Scritto da Antonella Rizzo | Stampa | Email
 “E fu sera, e fu mattina”.
Un titolo dal sapore biblico per l’ultimo romanzo diDaniela Rindi pubblicato da Intermezzi Editore, un atto creativo compiuto che ricalca, nella cadenza dei giorni segnati dall'autrice, una genesi metafisica e kafkiana ambientata nella quotidianità. 
La Rindi ha una intuizione felice nella stesura del romanzo, la recherche del particolare nel microcosmo familiare, il coraggio di desacralizzare la relazione e descrivere in fotogrammi dall’intensità crescente e dai piani sequenza drammatici un rapporto culturalmente escluso dall'analisi: la feroce dolcezza della consuetudine familiare. 
La strategica sobrietà della trama, oscurata dalla crescente intensità della parola conduce il lettore a un finale visionario e aperto senza ricorrere a scenari d'effetto. C'è bisogno di un lavoro introspettivo profondo e una complicità assoluta con sé stessi per orientarsi nella destrezza delle pulsioni scomode senza incorrere nella solita operazione noir di effetto ma priva di contenuto. 
In realtà il lavoro della Rindi è molto lontano da una speculazione di questo tipo e dalle ultime generazioni di thriller, anzi, si avvicina molto di più al romanzo realista temperato americano di inizio 900 per la modernità dell’impianto narrativo che abbatte il sentimentalismo senza una eccessiva franchezza verbale cara invece ai francesi.  Il ricorso ad accostamenti interdisciplinari nella nota finale del romanzo ad opera della stessa autrice, che rimandano al simbolismo di Magritte, rivelano una vocazione alla ricerca e alla libertà interiore che non subisce la coercizione del rapporto affettivo in quanto tale. 
Molto intensi appaiono i dialoghi tra madre e figlia, parole-frasi o richieste pressanti, calati in un rapporto di tensione dialettica molto forte e fisica, parassitaria a tratti, completamente spogliata da quei corredi ipocriti di sostantivi e aggettivi di circostanza che invece di impreziosire vanno a banalizzare i dialoghi. In effetti l'incubo è una percezione realistica di sensazioni legate a momenti di tensione materiale, vitale di un vissuto momentaneo di dolore di cui la malattia rappresenta un momento di squilibrio tipico con gli odori, sapori, visioni in totale dissonanza armonica con lo stato di benessere. 
Quello che potrebbe sembrare un epilogo fantastico, annebbiato dal movente dell’allucinazione patologica, è una rottura fisiologica di un dualismo che si fonda sul legame pervasivo del rapporto genitoriale, fino al compimento della sua funzione naturale ed equilibrata. Un ottimo testo, sperimentale e  che conferma le qualità indiscusse di Daniela Rindi.

martedì 19 gennaio 2016

la recensione di thebookcaseofmymind

E fu sera e fu mattina, di Daniela Rindi

rindi_copertina
Di solito vi parlo di romanzi ma questa volta vi parlo di un racconto lungo che mi è stato gentilmente inviato dalla casa editrice Intermezzi.
Marta e Irene sono madre e figlia. Non vivono in una situazione idilliaca ma nemmeno particolarmente disagiata. L’unico vero disagio è dentro di loro. Un giorno, la piccola Irene sembra essersi ammalata di varicella e Marta sa che dovrà tenerla a casa per qualche giorno. E’ un po’ un problema, perché questo significa che anche lei dovrà stare a casa dal lavoro, ma pazienza. Tuttavia, dopo una strana nottata, Marta sembra non volersi svegliare. Irene decide quindi che dovrà solo aspettare che si svegli da sola…
Se un buon romanzo ti consuma un po’ alla volta, un racconto breve ben scritto ti scotta. E’ quello lo scopo. Ti colpisce, ti lascia senza parole (o con un sorriso ebete, se l’argomento è positivo, o con un grosso punto di domanda, se si tratta di mistero, e via dicendo) e in genere il commento finale è qualcosa del tipo: << Nuooooooo! >>
Almeno, a me è successo così.
“E fu sera e fu mattina” è un racconto claustrofobico, incalzante, terribile. Durante la lettura una parte del tuo cervello sa a cosa sta andando incontro, coglie gli indizi, ma l’altra non ci crede, non l’ascolta e costruisce altre interpretazioni. La vicenda è da un lato semplice, quasi banale, dall’altra terrificante e metafora (o almeno io l’ho vista così) della solitudine, fisica, morale, esistenziale, che può ancora esistere in una società come la nostra e che anzi, a volte viene maggiormente accentuata divenendo una prigione da cui è difficile uscire e di cui in realtà nessuno si accorge. Forse nemmeno chi ci vive dentro.
La scrittura è rapida, adeguata al ritmo del romanzo. Non si sofferma troppo sui particolari ma fornisce abbastanza dettagli (o indizi) perché il quadro in cui tutto si svolge ci sia perfettamente chiaro. Anzi, quando l’attenzione viene posta sui particolari, forse anche i più insignificanti, è probabile che sia stato fatto di proposito.
Il racconto è breve, quindi non posso parlarne oltre senza rischiare di cadere nello spoiler. Lo consiglio a tutti coloro che amano le atmosfere piene d’ansia, in puro stile thriller, con spruzzate di horror e fantasmi infantili.
Il mio voto:
5 stelle

martedì 8 dicembre 2015

nuova recensione del mio ultimo romanzo breve

E fu sera e fu mattina


editore: Intermezzi Editore
pagine: 61
prezzo: 2.99 €
Una storia d'amore - quello intenso di una madre per sua figlia - ma pure di tenebra, che arriva al lettore sin dal suo titolo, così dolorosamente sospeso. Un racconto lungo o romanzo breve che dir si voglia, questo di Daniela Rindi, che tiene in ansia il lettore e lo trascina fino alla sua conclusione. L'ho letto d'un fiato e lo recensisco con piacere, anche se non sono un'amante del genere 'noir'. Ma, in questa pagine, devo dire, c'è davvero di più. Protagonista è, infatti, la fredda solitudine di Irene e Marta, una 'solitudine urbana', disamorata, tipica del nostro tempo liquido. Il loro destino - che pare segnato - si snoderà tra le pareti di un piccolo appartamento mal arredato, chiuso come una monade al mondo esterno, che dovrebbe proteggerle e che, invece, si trasformeà nella loro prigione.
In giornate come tante altre, che scorrono tra tenerezze e mortificazioni, una madre e una figlia cercano l'equilibrio possibile all'interno dell'affetto che le lega. Nelle piccole querimonie quotidiane (fare la spesa, preparare la cena, lavarsi, dormire l'una accanto all'altra), provano a rifare il proprio mondo e cercano una rinascita possibile. Sono pagine di una sfinita dolcezza, che la Rindi traccia con nitore e malcelata compassione. Il quartiere che fa da sfondo alla vicenda è uno tra i tanti: periferico, grigio, affogato nel cemento, imbruttito da palazzi orribili, abitato da fantasmi in cerca di sopravvivenza. Non sveleremo, qui, la trama del racconto, peraltro molto ben costruito. Diremo, piuttosto, di ciò che la storia sottende, di quanto la vita possa sottrarre alle persone. A Irene e Marta è negato l'affetto, il calore, la minima comprensione umana: si pensi, tra le altre, alla figura della nonna, alla sua durezza e incapacità di amare. Davvero nessuno si salva da solo, questo credo sia il senso dell'opera di Daniela Rindi. Nel nostro tempo nichilista, che non riconosce spazio ai sentimenti profondi e ai sogni, non può esservi che il deserto, un deserto assoluto e senza speranza, a cui solo qualcosa di tremendo - quasi un ultimo atto d'amore - può sottrarci.
recensione di Tullia Bartolini

sabato 25 luglio 2015

Intervista di Silvia Pattarini per "Gli scrittori della porta accanto"

http://gliscrittoridellaportaaccanto.blogspot.it/2015/07/intervista-allautore-emergente-un-caffe_24.html

L'INTERVISTA


Ciao Daniela, e grazie per avermi concesso questa intervista. Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un the, una tisana, una cioccolata calda o… cosa preferisci?
Virtualmente mi posso permettere anche un caffè. Non c’è pericolo che mi agiti!

Certo, i vantaggi della realtà virtuale!Bene ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontami qualcosa di te. Chi è Daniela nella vita di tutti i giorni?
Una madre di due bellissime figlie, la padrona di tre orribili cani e di una gatta obesa, moglie di un marito complicatamente amorevole, una scrittrice in apnea che sta per finire la sua scorta di ossigeno, un’imprenditrice suo malgrado e una sognatrice evergreen.


Come è nata la tua passione per la scrittura? Ci sono autori classici o molto noti che credi abbiamo influenzato, in qualche modo, il tuo stile?
Queste sono domande che mi aspetto sempre e nonostante ciò riescono a farmi tentennare!
Io preferisco leggere di gran lunga i classici rispetto alla narrativa contemporanea, perché sono convinta che la lettura entri “sottopelle” e quindi preferisco farmi delle iniezioni di grandi maestri, piuttosto che di futuri grandi. Senza nulla togliere ai miei colleghi, alcuni veramente geniali, ai quali auguro di entrare nell’Olimpo dei classici. Non avendo il giusto tempo per verificare, preferisco “ andare sul classico”. Detto ciò, per rispondere alla tua seconda domanda, spero proprio di essere stata influenzata almeno un po’, o inconsciamente, dalle mie scelte di lettura. Se devo dirti di averlo fatto coscientemente, ti rispondo di no, perché leggo di tutto, tutti i generi e apprezzo ogni stile. Io penso di avere il mio, nel bene e nel male. Alla prima domanda ti rispondo che la passione per la scrittura c’è sempre stata. Scrivo da sempre, prima lo facevo solo per me, come una sorta di terapia, era anche un modo per sentirmi in compagnia di me stessa, poi ho superato la barriera, il limite del pudore e mi sono aperta all’esterno, non senza traumi! Comunque è andata e adesso sono felice di poter condividere la mia scrittura. L’iter che ho seguito è un po’ quello di tutti gli aspiranti scrittori: inizi a far corsi di scrittura creativa, a sperimentare racconti, a pubblicare on line, poi in cartaceo in antologie collettive, in libri di scrittura cooperativa con 18 autrici, come l’ultimo pubblicato “Il senso delle nuvole” (Edizioni Ensemble), per poi arrivare (se sei fortunato) al tuo libro personale. Scusa se ho invertito l’ordine delle risposte!

Quali sono i generi letterari che preferisci leggere e quali, invece, preferisci scrivere?
A questo ho in parte già risposto sopra. Mi piace leggere ogni genere letterario, perché sono curiosa e non ho preconcetti (ho letto anche Moccia e Volo!) e sperimentarlo nella scrittura (non Moccia e Volo). Ho cominciato a scrivere racconti di vario tipo e stile, raggruppandoli poi in una raccolta, per passare a un noir scritto a quattro mani “Arcobaleno nero” (Ego Edizioni), per finire con un libro di recente pubblicazione “E fu sera e fu mattina” (Intermezzi Editore) che è una via di mezzo tra il genere horror e il paranormale, con tinte noir: un parahorrornoir per l’appunto!

Per un esordiente il percorso da seguire prima di giungere all’ambito traguardo della pubblicazione non è affatto semplice, talvolta può rivelarsi tortuoso e complicato: come sei approdata alla tua pubblicazione? Raccontaci la tua esperienza.
“Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli!” Con la determinazione quindi, con la volontà di riuscirci. Quando mi metto in testa una cosa è difficile distrarmi dall’obbiettivo! Ho iniziato nel 2007 a scrivere con il proposito di pubblicare e così partendo dal web ho contattato scrittori, editori on line, riviste, gruppi di scrittura e di lettura e ho iniziato a farmi conoscere. Ho aperto blog, frequentato ambienti letterari, partecipato a letture ad alta voce, mettendomi sempre in gioco. Pensa che scrivo anche poesie! Ma quelle le tengo solo per me… per ora. Poi ho raccolto tutti i miei racconti in un’antologia e l’ho spedita a vari editori. Il primo che mi ha pubblicato è stato Il Foglio, con “Almeno mi racconto”. Il titolo voleva essere un gioco di parole per aver effettivamente scritto un libro di racconti, ma con la volontà “almeno” di raccontarmi in attesa del primo romanzo. Che poi ho scritto!

La pubblicazione del proprio libro è il sogno nel cassetto di tutti gli esordienti. Poi finalmente il sogno è diventato realtà: ora cosa ti aspetti? Lo vedi come un obiettivo raggiunto o come un punto di partenza per nuovi progetti?
Quest’anno ho pubblicato “E fu sera e fu mattina” che era presente anche al Salone del libro a Torino, a maggio, allo stand di Intermezzi e anche se non è la prima pubblicazione è sempre un sogno. Ogni libro che scrivi e viene pubblicato è come una sfida vinta, ma solo a metà… poi devi anche venderlo! Ho sicuramente raggiunto uno degli obbiettivi ma il lavoro postumo alla pubblicazione è anche più duro. Dopo c’è da fare promozione e dare comunque una mano alla casa editrice per la diffusione con presentazioni, letture, recensioni… Dopo di che sarò pronta a rilanciare. Il prossimo passo che vorrei fare non è scrivere un romanzo “tradizionale”, ma multimediale. Vorrei trovare una “formula” che possa conciliare l’antico gusto di leggere placidamente seduti in poltrona il classico romanzo cartaceo, con quello contemporaneo, dei giovani, che è tutt’altro che placido e tranquillo. I tempi oggi sono più frenetici e gli strumenti di comunicazione completamente informatizzati, si sta continuamente attaccati al cellulare, all’IPad, all’Ipod, al Tablet, all’Iphone. Bisogna inserirsi ed essere accessibili anche in questi canali. Mi verrà una buona idea un giorno o l’altro.

Raccontami in breve la trama, incuriosisci i nostri lettori...
Il soggetto è terribile e c’è voluto molto coraggio a scriverlo: una bambina di 4/5 anni rimane intrappolata nel suo appartamento da sola, a seguito di un improvviso malore della madre. La bimba in 7 giorni (come quelli della Creazione, da lì il titolo) proverà a fare di tutto per chiedere aiuto, per tentare di uscire di casa. Sarà un’esperienza atroce, che inizierà con inconsapevolezza e coraggio, per finire in un labirinto di stati d’animo, in un’alternanza di follia e lucidità, di fantasia e immaginazione mescolata alla realtà. Il finale non lo svelo naturalmente. La cosa che mi ha scioccato di più è che proprio recentemente è apparso un fatto di cronaca spaventosamente identico! Una bambina di 5 anni a Pescara è rimasta accanto alla madre morta per 3 giorni, senza riuscire a contattare nessuno per gli stessi motivi che ho inserito nel libro. Per un attimo mi è sembrato di avere il pessimo dono della preveggenza. Mai e poi mai avrei pensato potesse succedere davvero e che una bimba potesse vivere questo incubo.

Caspita che storia! Essere preveggente potrebbe rivelarsi un’enorme responsabilità che, nel caso, lascio volentieri a te!

Ma cambiamo argomento. La rivoluzione digitale e l’e-book: cosa ne pensi di questo sistema innovativo di lettura, credi che rappresenti il futuro o è solo fumo negli occhi?
Spero sia il futuro, dato che il mio libro è in formato e-book! A parte gli scherzi, credo proprio che si andrà sempre più in quella direzione. All’inizio ci si dovrà abituare ma col tempo diventerà normale avere un “lettore” con dentro migliaia di volumi e che pesa solo qualche grammo. Inoltre le librerie di casa stanno diventando un lusso, a causa del poco spazio abitativo che ci si può permettere e si sta cercando di limitare l’uso della carta per scelta ecologica. Insomma tutto fa pensare che presto avremo tutti un kindle nella borsa e che finirà come con i cd . I vinili e i libri cartacei diventeranno raccolte per collezionisti e amatori.

Se lo dice la preveggente, stavolta faccio il tifo per la tua intuizione.
La domanda che non ti ha mai rivolto nessuno: fatti la domanda e datti la risposta.
Hai mai pensato di smettere di scrivere? 
Questa è una domanda che non mi ha ancora fatto nessuno e spero non mi facciano mai, perché sarebbe alquanto scortese! Invece io me la sono posta, perché a volte mi perdo d’animo, la fatica per cercare di emergere, l’impegno della scrittura, essere presente nell’ambiente, sono tutte cose molto gravose e ti portano via tanta energia. Avendo una famiglia e un lavoro (fortunatamente) non è facile conciliare tutti gli impegni con i tempi della scrittura e non riesco più a farlo di notte come quando avevo 20 anni! A volte ho la tentazione di mollare tutto, poi però mi dico che se deve essere destino lo sarà, a prescindere dalle mie decisioni.

Progetti per il futuro: ci sono nuovi lavori in corso, nuove pubblicazioni o ambizioni particolari?
Sì, in realtà ho già pronto un secondo romanzo breve, che assieme al terzo che sto elaborando nella testa ed “E fu sera e fu mattina” dovrebbero far parte di una trilogia. Poi, come ho detto prima, mi piacerebbe giocare un po’ con i video, sperimentare la lettura e la scrittura in maniera diversa.

Dove possiamo trovare il tuo libro?
Il libro si può scaricare direttamente dal sito della casa editrice oppure su Amazon e in qualsiasi libreria di ebook online.
Poi se qualcuno volesse l’edizione cartacea, la casa editrice ha stampato un numero limitato di copie e lo potete chiedere direttamente a loro, contattare me sul mio blog: http://danielarindi.blogspot.com oppure su Facebook.



Daniela ti ringrazio tantissimo per essere stata con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti facci i complimenti per il tuo libro, augurandoti che sia un vero successo! In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!
Grazie a te!


domenica 31 maggio 2015

http://letteraturahorror.it/news/2123-recensioni-%E2%80%9Ce-fu-sera-e-fu-mattina%E2%80%9D-di-daniela-rindi.html


Recensioni - “E fu sera e fu mattina” di Daniela Rindi

Dettagli
“E fu sera e fu mattina” di Daniela Rindi è il romanzo breve tra il noir, l'horror e ilparanormale di Intermezzi Editore recensitooggi da LetteraturaHorror.it 
TRAMA - Marta e sua figlia Irene di 4/5 anni tornano a casa dal supermercato, preparandosi a una lunga permanenza nel loro appartamento all’ottavo piano di un palazzo popolare. Irene sembra avere un inizio di varicella e la madre si prende dei giorni di ferie per accudire la figlia.
Abbandonati praticamente da tutti, il padre diIrene tornato nel suo Paese, la madre di Martascappata con l’ennesimo fidanzato più giovane di lei, senza amici, si apprestano a trascorrere la notte. Il giorno dopo un imprevisto e la piccolaIrene sarà costretta a vivere un incubo.

Questa la trama in sintesi di E fu sera e fu mattina di Daniela Rindi edito da Intermezzi editore(collana Ottantamila).
L'AUTRICE - Daniela Rindi è nata a Milano e vive in provincia di Latina. Ha esordito nel 2011 conAlmeno mi racconto. Nel 2012 partecipa al romanzo cooperativo Lavoricidi italiani per Miraggi Edizioni e scrive il romanzo noir Arcobaleno Nero a quattro mani con Bruno Di Marco. Nel 2014 è una delle autrici del romanzo Il senso delle nuvole. È attrice teatrale e cinematografica.
RECENSIONE - E fu sera e fu mattina è un romanzo breve, un para-horror-noir come lo ama definire l’autrice, una storia sospesa tra il noir, l’horror, e il paranormale.
L’autrice sviluppa la storia nell’arco di otto giorni ed è abile nel costruire sapientemente la scena subito nel primo capitolo, inserendo particolari che saranno di inevitabile intralcio alla piccola e sventurata Irene. L’acqua della cannella avvelenata, il cellulare che si scarica dopo la telefonata, la porta che si affaccia sul balcone sigillata da Marta in quanto soffre di vertigini, la serratura della porta d’ingresso troppo alta per la madre, figuriamoci per la figlia.
La vicenda è ambientata ai giorni nostri e si svolge tutta in un’unica location (perfetta per un film low budget), nell’alloggio di Marta.
L’autrice, come sostiene nelle note, prende spunto dal quadro di MagritteLa Trahison des images, nel quale è raffigurata una pipa con sotto la dicitura «Ceci n’est pas une pipe» (Questa non è una pipa). L’oggetto non è quello dipinto dall’artista, è quello che esiste nella realtà. Nel dipinto c’è solo la proiezione di come l’oggetto viene percepito dall’artista.
Nel romanzo il principio è il medesimo. La piccola protagonista sperimenta un’esperienza che ancora non comprende, in quanto ancora troppo piccola, così quella che vivrà sarà la sua personale percezione della realtà.
La Rindi è brava a confondere le idee giocando con la realtà e con le sue diverse percezioni e proiezioni, rendendo tutto molto paranormale.
La scrittura risulta molto godibile, semplice e diretta, frenetica in alcuni punti e nel finale. La scrittrice trasmette al lettore un’angoscia smisurata man mano che gli eventi procedono. Inoltre è riuscita a calarsi bene in una bimba di 4 anni e, cosa non facile, a rendere credibili i suoi pensieri, le sue scelte, l’innocenza e le sue paure.
Per quanto mi riguarda la lettura di E fu sera e fu mattina è stata inquietante e sofferente dal momento che ho due figli, uno dei quali ha 5 anni. E non sto a dirvi altro per non spoilerare sulla storia.
Il testo ha una sua morale che potrebbe essere racchiusa in un avvertimento: non isolatevi da tutti!
Marta, tradita nei sentimenti, si chiude sempre più nel suo mondo, aggrappandosi solo alla figlia. Gli avvenimenti sembrano proprio partire dal culmine dell’eccessivo isolamento e chi ne paga le conseguenze alla fine è la piccola Irene.
Interessante anche il fatto che il primo capitolo sia intitolato Oggi e gli altri Primo giorno, Secondo giorno e così via… che sia tutta una proiezione mentale della bimba Irene?
Consigliato vivamente!

Ivo Gazzarrini

sabato 23 maggio 2015